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Ridi in faccia al c...

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Ero in ufficio quella mattina. Il terremoto c’era stato da poche ore, le vittime cominciavano ad essere estratte ed il destino di molte già si delineava. C’era morte, sofferenza, tragedia, ma anche solidarietà, fratellanza, aiuto reciproco. Guardavo le agenzie, leggevo le notizie, chiamavo i miei parenti a Rieti, speravo che la conta delle vittime si fermasse e pochi elementi e non che continuasse. E poi vidi questa foto… Questo bambino era orfano, i genitori erano morti e se un Dio esisteva (perché in questi momenti te lo chiedi) aveva spinto questa creatura in un tunnel di solitudine. Non ci pensai troppo a lungo, chiamai mia moglie e le dissi che volevo adottare questa piccola creatura. La risposta fu subito positiva: provai a chiamare la Questura, la Croce Rossa, il tribunale dei minori. Rinunciai perché era impossibile. Il tempo passa, intervisto  Monica , ripenso alle tante giornate passate in quei posti da ragazzino. Ascolto le parole dei politici, i ri...