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Il bacio della sgorbia

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Ogni volta che entravo in quel negozio, l’odore della cannella mi accarezzava le narici che subito guizzavano come cani da caccia davanti alla preda. Anche d’inverno il posto era caldo perché il grande forno a mattoni era costantemente acceso per cuocere quello che preparava per conquistare, almeno di gola, i propri clienti. Dico “di gola” perché essere conquistati da lei era facile: il suo sorriso era la trasposizione umana del sole che la mattina sveglia le persone felici e gli occhi erano come le stelle che la notte i marinai si fermano a guardare sul ponte della nave. E poi la sua dolcezza era pari alle prelibatezze che cucinava e quando i suoi occhi si posavano su di te, non potevi che sentire il cuore che veniva avvolto da una sciarpa di lana tenera che lo faceva scaldare subito. Il negozio di dolci era in un certo senso l’attrazione di quella piccola via di città dove la vetrina sempre colorata dalla mille glasse, attirava bambini che si fermavano a sognare davanti a quei d...